MONTEDIMEZZO

 

 

28 Maggio 2026

 

La Riserva Naturale Orientata dello Stato  e  Riserva della Biosfera MaB UNESCO “Montedimezzo”

Breve descrizione della Riserva

Montedimezzo faceva parte del complesso forestale Montedimezzo-Feudozzo-Pennataro, di proprietà degli Angioini dal 1200. Nel 1606 fu affidato ai Monaci Certosini di Napoli che lo conservarono fino al 1799 quando entrò a far parte del regio patrimonio di Casa Borbone e, con R.D. n. 981/1825, fu dichiarato Reale Riserva di Caccia.

Dal 1908 è stato affidato in gestione all’ex Amministrazione Forestale (L. 376/1908), come bene dello Stato dichiarato inalienabile e gestito, per oltre un secolo, dal Corpo Forestale dello Stato. Dal 1° gennaio 2017 ad oggi, a seguito dell’assorbimento del C.F.S. nell’Arma dei Carabinieri, è amministrata dal Reparto CC Biodiversità di Isernia, ad eccezione delle foreste di Pennataro e di Feudozzo, trasferite rispettivamente alle Regioni Molise ed Abruzzo.

Istituita con D.M. 11 settembre 1971, è inserita fin dal 1977 nel programma sull'uomo e la biosfera, un programma scientifico intergovernativo avviato dall'UNESCO, per promuovere su base scientifica un rapporto equilibrato tra uomo e ambiente attraverso la tutela della biodiversità e le buone pratiche dello sviluppo sostenibile.

La Riserva di Montedimezzo è ubicata nel territorio del Comune di Vastogirardi (IS). La superficie, pari a 276 ha, è posta sul versante settentrionale del Monte di Mezzo con un intervallo altimetrico compreso tra 920 e 1284 m s.l.m. e confina a nord con il Regio Tratturo Celano-Foggia.

Si sviluppa su formazioni fliscioidi caratterizzate da arenarie marnose e argillose a contatto, nel settore Nord-Est, con una fascia relativamente sottile di calcari biancastri debolmente marnosi che rappresentano la formazione più antica. Su questa poggia una terza formazione calcarea, di calciruditi e calcareniti, di età intermedia.

Il reticolo idrografico è costituito da alcuni fossi a portata stagionale, tra i quali il torrente Frazzina. Alla base del rilievo calcareo, a contatto con i materiali plastici, si ha la presenza di modeste sorgenti: Fonte dei Monaci, Fonte dei Salici e Fonticelle.

Flora

Tranne piccole aree di pertinenza dei fabbricati, tutta la Riserva è boscata. Il bosco si sviluppa fra le quote 900 e 1300 metri ed è rappresentato dalla fustaia di cerro, nella fascia inferiore, e di faggio in quella superiore. L’aspetto fisionomico dominante del cerro e del carpino bianco rappresenta uno dei più importanti esempi delle cerrete-carpinete del piano submontano dell’Alto Molise, oltre alle presenze dell’endemico acero di Lobel, di nuclei discontinui a frassino maggiore, aree caratterizzate da formazioni più termofile a carpino nero e l’introduzione sotto copertura di abete bianco.

Sul bordo inferiore della foresta autoctona è presente un arboreto iniziato nel 1920 ad opera del Prof. Aldo Pavari ove sono presenti anche specie “esotiche”, nonché nuclei più recenti di conifere impiantati su aree ex agrarie.

Fauna

Immersa nell’incontaminato ambiente dell’Alto Molise, la Riserva di Montedimezzo ospita numerose specie di mammiferi: cinghiali, lepri, tassi, caprioli, martore, donnole, faine, volpi, scoiattoli. Lo stato di conservazione delle cenosi forestali ha consentito che specie come il lupo frequentassero questi luoghi come parte del loro home range. La matrice forestale che caratterizza la Riserva è associata a vicini lembi di prateria ed arbusteti idonei per l’ecologia di alcune specie animali, come la lepre o il biancone, che necessita di zone aperte per la caccia.

Di particolare rilievo è la presenza di specie nidificanti boschive quali il falco pecchiaiolo, la balia dal collare, la colombella, la tordela, il picchio maggiore e il picchio minore. A questi si aggiungono la poiana, il gufo, il barbagianni, la ghiandaia e molti passeracei. Alcune di queste specie sono tipiche di ambienti boschivi ben strutturati e con presenza di alberi vetusti nelle cui cavità nidificano. Le confinanti praterie sono determinanti per la sopravvivenza di alcuni insetti le cui larve si sviluppano in piante ospiti di Lamium, Epilobium e Urtica.

Habitat

Sono presenti i seguenti habitat della Direttiva UE Habitat:

– 5130 “Formazioni a Juniperus communis su lande o prati calcicoli” – arbusteti a Juniperus communis

– 6210 “Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato

calcareo (Festuco-Brometalia)” – praterie xerofitiche presenti nelle aree a maggiore pendenza.

– 6510 “Praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus pratensis, Sanguisorba officinalis)” – praterie mesofile da sfalcio ad Arrhenatherum elatius presenti nelle aree pianeggianti.

– 91L0 “Querceti di rovere illirici (Erythronio-Carpinion)” – boschi misti mesofili a Quercus cerris, Carpinus betulus e Fagus sylvatica.

– 9210 “Faggeti degli Appennini con Taxus e Ilex” – boschi a dominanza di Fagus sylvatica.

Norme di fruizione della Riserva

La riserva è aperta al pubblico tutti i giorni dell’anno dalle 09:00 alle 17:00. L’accesso, per singoli visitatori, famiglie e piccoli gruppi, è autorizzato direttamente in loco previa. 

Gruppi superiori alle 10 persone (scolaresche, associazioni, escursionisti, ecc.) necessitano di preventiva autorizzazione rilasciata dal Reparto, alla quale vanno anche richieste visite guidate con il supporto di personale specializzato. La Riserva è percorribile mediante 18 sentieri, pedonali e ciclabili, per oltre 21 Km; tra questi si segnala il sentiero S18 che garantisce, per circa 370 m, l’accessibilità anche ai portatori di handicap.

Centro Visite / Museo

Il Centro Visita della R.N.O. Montedimezzo è ubicato a circa 300 m a monte dell’ingresso della Riserva ed è aperto al pubblico tutti i giorni dell’anno nelle seguenti fasce orarie: 09:30 -12:00 e 12:30 – 16:30. Al suo interno si trovano il museo naturalistico, le voliere e i recinti faunistici. Il museo è composto da tre ampie sale, ospitanti una raccolta di rocce e minerali, i legni delle foreste di Montedimezzo nonché gli attrezzi forestali del passato ed altri oggetti attinenti alla cultura ed alle tradizioni locali relativamente al settore silvo-pastorale; inoltre sono presenti numerosi esemplari tassidermizzati di fauna locale ed in particolare rapaci, diurni e notturni, rettili e  mammiferi della famiglia dei cervidi (cervo, daino, capriolo), dei suidi (cinghiale) e dei canidi (lupo) esposti in diorami. Il Reparto carabinieri Biodiversità di Isernia, all’interno della RNO Montedimezzo, ospita la fauna selvatica in difficoltà ed effettua le prime cure in attesa di una loro reintroduzione in natura qualora le condizioni, accertate dal veterinario, lo permettano oppure il ricovero nelle voliere o nei recinti faunistici presenti. Si tratta di un’attività che il Reparto ha svolto da sempre ed iniziata principalmente per salvaguardare la fauna selvatica in difficoltà all’interno delle Riserve amministrate, che nel tempo è stata estesa anche alla fauna ritrovata nell’intero del territorio regionale e zone confinanti. 

Aree Protette Sovrapposte 

Riserva MaB “Collemeluccio-Montedimezzo-Alto Molise” (sito MaB UNESCO) (276 ha – 100%)

ZSC IT7212124 “M.te di Mezzo – M.te Miglio – M.te Capraro – M.te Cavallerizzo” (276 ha – 100%)

ZPS IT7221132 “Montedimezzo” (270 ha – 98%) 

 

 

 



GALLERIA FOTOGRAFICA